
Ieri mattina capita una cosa divertente. Nulla di particolarmente strano, nel rutilante mondo del Web, ma divertente, e soprattutto -secondo me- esemplare.
Esemplare di come internet sia un medium ancora poco "compreso" nei suoi meccanismi tecnici, specie da chi sembra regnare incontrastato su di esso.
Qualche anno fa, fece storia l'episodio dell'attacco
DoS sferrato da ben equipaggiati Hackers sui server microsoft, che andarono nella merda per un quantità di ore sufficienti da generare una perdita economica di svariati milioni di dollari.
Nel piccolo (molto più piccolo), ieri mattina è capitata una cosa simile, ma molto più divertente, perchè i protagonisti nella loro ingenuità se la sono proprio andata a cercare.
E' circa mezzogiorno, e avviso via iChat il mio compagno di merende (in effetti più di Cene, ma è uguale) Federico che il Profeta Beppe Grillo sta per intervenire in diretta nazionale su Radio Deejay.
Emozione. Chissà che cosa dirà. La tensione mi uccide.
(per inciso: parlerò qui di mere questioni tecnologiche. Per una discussione sul "personaggio" Grillo, vi consiglio di venire
qui.)
Ebbene, l'incauto, complice il Trio Medusa, comincia a fare pubblicità al suo
blog. Immediatamente penso "porca miseria, radio deejay ha milioni di ascoltatori, soprattutto a quest'ora... che cazzo ha in testa Grillo?"
Lo dico a Federico, che a differenza di me coi computer ci lavora davvero, e che quindi si fa una risatina.
Tanto per il gusto di partecipare al massacro digitale, provo a collegarmi a beppegrillo.it (assieme ad altri milioni di curiosi, ignari o -come me- sadici) ed il server -ovviamente- è già andato in vacca. Morto, stecchito, inaccessibile. Schiacciato da migliaia (decine di migliaia? centinaia di migliaia?) di richieste di accesso contemporanee.
Pochi istanti dopo, mi rendo conto dell'ovvietà: Beppe Grillo non ha nulla di particolare in testa, semplicemente crede che il suo Blog (che temo non stia nemmeno su un server particolarmente forzuto, fate un controllino
qui per farvi un idea) possa sopportare masse di Italiani ad libitum.
Se avesse avvisato prima il suo webmaster forse lo avrebbe sconsigliato, chissà. O forse l'ha fatto, ma anche lui è stato un po' troppo ingenuo?
Contemporaneamente, e la cosa è testimoniata in diretta dal Trio Medusa, va in merda anche il mail server (il web server regge) di Radio Deejay, costola di
Kataweb (gruppo La Repubblica) quindi un po' meno sfigato di quello di Grillo, ma pur sempre incapace di reggere l'onda d'urto.
Che ne sarà delle persone (migliaia? centinaia di migliaia? milioni?) che nel tentativo hanno provato ad "entrare" nel sito di Beppe Grillo per la prima volta ieri e non ci sono riusciti? Quanti di loro avranno avuto la prontezza di segnarsi l'indirizzo su un pezzo di carta? (non parlo di quelli che usano i bookmarks del loro browser, non sto parlando di
quel tipo di gentaglia). Quanti avranno avuto voglia di riprovarci dopo qualche ora? Quanti di loro semplicemente si saranno ricordati -travolti dagli impegni della giornata- che qualche ora prima avevano avuto intenzione di farlo?
Qual'è la morale di questa storiella? Non ne ho esattamente idea, ma forse la morale è che il web, per come è strutturato oggi, non è in grado di sostituire radio e TV con lo stesso paradigma di fruizione (ovvero MILIONI di persone che assistono CONTEMPORANEAMENTE ad un evento). Cioè, in effetti si può fare, ma ci vogliono Server della Madonna, linee dedicate con i controcoglioni e di conseguenza un
sacco di soldi, tanto per cambiare.
E quindi tanti saluti alla sognata (delirata?) "democrazia" della rete.
Ma forse tutto questo potrebbe cambiare. Ed indovinate grazie a chi? Google. Ma questo ve lo racconto la prossima volta.
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